Lo Hobbit (1937) e la complessa trilogia de Il Signore degli Anelli (1954 - 1955), come il suo amico C. S. Lewis che con le Cronache di Narnia rilegge il fantasy in chiave cristiana. Al filone più propriamente epico e barbarico, appartiene il ciclo di Conan il barbaro di Robert Erwin Howard. Negli ultimi anni il Fantasy ha conquistato uno spazio letterario ed editoriale sempre maggiore, grazie soprattutto a una scuola di autori validissimi e innovativi, come il giovanissimo Christopher Paolini, autore di Eragon ed Eldest. Il Fantasy è oggi un genere maturo e complesso, al cui interno è possibile trovare una grande varietà di temi e stili.
Ormai è d'obbligo e necessario, per definire il termine "fantasy", analizzare innanzitutto le differenze con un genere letterario apparentemente affine, la Fantascienza o Science Fiction. La differenza tra i due filoni letterari, Fantasy e Fantascienza appunto, sta in questo: mentre lo scrittore di fantasy può dare per scontato qualsiasi avvenimento magico e stupefacente, l'autore di fantascienza "deve" sempre giustificare tecnicamente in modo più o meno chiaro quanto accade nelle sue opere. Il Fantasy è una forma letteraria molto antica. L'arte di utilizzare il fascino del fantastico possiamo farla risalire ai tempi dell'epica sumerica dell'Epopea di Gilgamesh e delle storie di molte altre antiche civiltà. Ma ancora meglio nell'Odissea di Omero, in cui in assoluto viene sviluppato quello che sarà il cuore concettuale di tutta la letteratura fantasy: l'"Ulissismo". La ricerca, il gusto del Viaggio, l'acquisizione della conoscenza, il compiersi del proprio destino, la crescita interiore dei personaggi, la lotta tra il Bene e il Male. Questo sembra essere uno degli obiettivi dello schema narrativo di un'opera Fantasy: il viaggio fisico e avventuroso è solo la meravigliosa metafora di un viaggio altamente importante, quello interiore, che un personaggio, un gruppo o un qualsiasi soggetto, ha da compiere, qualunque sia la meta finale. Perché è proprio questa la sconvolgente novità: E' il cammino... la meta! Da questo punto di vista, probabilmente la più antica storia fantasy rimane senza dubbio l'Epopea di Gilgamesh. La versione più completa di questa storia risale a circa tremila anni fa, e forse ha origine mille anni prima. Gilgamesh era un leggendario re di Ur, e l'epopea narra le sue gesta meravigliose alla ricerca del segreto dell'immortalità in terre strane e inesplorate. In questa storia si trovano già perfettamente espressi alcuni elementi tipici della narrativa fantasy moderna, come l'eroe dai poteri sovrumani, il viaggio in mondi ignoti, la ricerca di una sostanza o di un potere miracoloso, la scoperta e l'acquisizione di nuove conoscenze. Le origini della fantasy risalgono dunque all'infanzia dell'umanità, nella forma del mito e dell'epica, e successivamente nell'epopea medievale (un esempio è l'Orlando furioso di Ludovico Ariosto). Ma come si caratterizza la fantasy moderna? Il primo vero scrittore di fantasy moderna nel senso appena accennato fu William Morris il quale, in una serie di romanzi tra cui Il pozzo alla fine del mondo (The Well at the World's End) e Il bosco oltre il mondo (The wood beyond the world), composti verso il 1880, pone le basi della letteratura fantasy moderna. Negli anni Venti e Trenta poi con la nascita di nuove riviste come Weird Tales e successivamente Unknown Worlds si aprirono nuovi orizzonti agli scrittori fantasy che portarono dieci anni dopo alla pubblicazione in volume da parte della Gnome Press delle opere di Robert E. Howard e all'uscita di quel grandioso capolavoro mondiale che è Il Signore degli anelli di J.R.R. Tolkien. La trilogia degli Anelli di Tolkien è un colossale affresco sulla lotta tra il bene e il male, e rappresenta contenuti profondamente morali come la difesa di valori tradizionali.