martedì 23 settembre 2008

I° FESTA DELLA LIBERTA' A MILANO


Da giovedì 2 a domenica 5 ottobre si terrà al Lido di Milano, piazzale Lotto, la prima Festa delle Libertà.
Dibattiti, Bar, Ristorante, Area giochi per bambini e gonfiabili a cura di Ambra Orfei.
Tutte le sere spettacoli con ingresso libero.

GIOVEDÌ 2 OTTOBRE
17.00 Apertura e inaugurazione: Massimo Corsaro, Guido Podestà, Viviana Beccalossi, Laura Ravetto.
17.30 Giancarlo Galan, Roberto Formigoni, Letizia Moratti, Gianni Alemanno, Andrea Ronchi. Modera: Vittorio Feltri.
21.00 La grande Milano: governare il futuro
Mario Valducci, Giovanni Collino, Carlo Fidanza, Giulio Gallera, Gianfranco De Nicola, Bruno Dapei.
21.30 Spettacolo: Concerto di Max Pezzali

VENERDÌ 3 OTTOBRE
18.00 Riforme: chimera o realtà?
Italo Bocchino, Luciano Violante, Fabrizio Cicchitto, Gaetano Quagliariello. Introduce: Ignazio La Russa. Modera: Bruno Vespa.
21.00 A cena con il ministro Renato Brunetta. Intervengono Alfredo Mantica, Alessandra Mussolini e Emilio Fede.
21.30 Spettacolo: Concerto di Enrico Ruggeri


SABATO 4 OTTOBRE
10.15 Scuola e cultura per la nostra identità Apertura e introduzione: G. Valditara e V. Aprea.
10.30 Maria Stella Gelmini, Sandro Bondi, Mario Mauro, Paola Frassinetti. Conduce: Pietro Amicone.
13.00 A pranzo incontro con Franco Pontone, Giafranco Rotondi, Tommaso Foti, Marco Martinelli, Antonio Caruso, Mario Mantovani, Gabriele Albertini.
15.00 Circoli e fondazioni verso il PDL Michela Brambilla, Marcello Dell´Utri, Pierfrancesco Gamba, Adolfo Urso, Carmelo Briguglio.
16.00 Paolo Mieli intervista Gianfranco Fini
21.00 Famiglia, etica, società Alfredo Mantovano, Mara Carfagna, Giorgia Meloni, Carlo Giovanardi, Barbara Saltamartini. Modera: Bianca Berlinguer.
21.30 Spettacolo: Tributo a Lucio Battisti Dieci anni dopo: con Mogol e la band «Canto libero»


DOMENICA 5 OTTOBRE
10.30 La sanità: modello lombardo Giancarlo Abelli, Romano La Russa, Luciano Bresciani, Cesare Cursi. Interviene il ministro Maurizio Sacconi. Modera: Mario Giordano.
A seguire pranzo con Franco Servello, Ferruccio Fazio, Cristiana Muscardini, Gianni Mancuso.
15.00 Introduzione di Alessandro Colucci, Roberto Alboni, Valentino Ruggeri, Umberto Maerna. ‘Il governo Berlusconi mantiene gli impegni´
15.30 10 domande a Giulio Tremonti Intervengono. Stefano Saglia e Luigi Casero.
16.30 Per il sistema Italia Claudio Scajola, Altero Matteoli, Maurizio Lupi, Alberto Giorgetti. Modera: Ferruccio De Bortoli.
17.30 Prima di tutto la sicurezza Roberto Maroni, Maurizio Gasparri, Jole Santelli. Intervengono gli assessori alla sicurezza Riccardo De Corato, Piergianni Prosperini. Modera: Enrico Mentana.
18.30 Verso il PDL Ignazio La Russa e Denis Verdini
20.30 Cena di Gala Silvio Berlusconi sarà presente nella giornata di domenica
23.00 Festival musicale di chiusura

Come raggiungere il Lido di Milano
Metropolitana, linea 1, fermata LOTTO
Autubus e filobus 48,49, 78, 90, 91, 95

sabato 20 settembre 2008

LE FOTO DI ATREJU '08


AG MONZA con la GIORGIA MELONI




AG MONZA con IGNAZIO LA RUSSA





GEMELLAGGIO TRA AG MONZA e AG REGGIO EMILIA




UN MOMENTO DI PAUSA ai FORI IMPERIALI



mercoledì 17 settembre 2008

Lasciamo la storia agli storici

Ospitiamo, per piena condivisione, l'intervento del dirigente nazionale di Azione universitaria, Fabio Raimondo, a chiusura della recente polemica innescata alla festa di Atreju.
...Sono nato nel 1978. Il fascismo era finito da più di trent'anni. Oggi ne sono passati più di sessanta. Quando ho deciso di interessarmi di politica l'ho fatto iscrivendomi al Fronte della Gioventù, organizzazione giovanile di quel MSI che di la a qualche mese sarebbe diventato Alleanza Nazionale. Era il 1994, frequentavo il Liceo e il fascismo non c'entrava nulla.
Oggi Azione Giovani è la più grande organizzazione politica giovanile esistente in Italia. Nelle scuole, negli Atenei, nelle strade, tutti i giorni, con spirito di sacrificio e senza avere nulla in cambio portiamo alto il nome di Alleanza Nazionale e del Popolo della Libertà.
Facciamo politica guardando al futuro, non al passato. Vogliamo dare risposte ai bisogni della gente e in particolare ai nostri coetanei.
Fascismo e antifascismo sono categorie che preferiamo lasciare al giudizio degli storici.
Abbiamo sempre sostenuto - Fini, La Russa, Alemanno, fino ad arrivare al più giovane dei nostri militanti - che storia e politica sono due cose diverse. La politica è destinata a diventare storia ma fino a quel momento è bene lasciare la storia agli storici.
Che bisogno c’è di mischiare storia e politica? Per troppo tempo è stato fatto e il risultato è l’impossibilità – ancora oggi – di leggere la nostra storia, specialmente quella più recente, con la serenità e l’obiettività che meriterebbe.
Il fascismo è morto. E’ stato consegnato alla storia e, pertanto, va storicamente studiato.
Questa storicizzazione del fascismo è stata possibile anche grazie alla trasformazione del Msi in Alleanza Nazionale. Nel momento in cui cessava la sua funzione di testimonianza il partito che era il diretto erede dell’esperienza fascista è stato possibile studiare storicamente il fascismo.
Prima non era possibile. Soprattutto perché l’uso politico che della storia ha fatto una certa sinistra ha impedito una lettura obiettiva del periodo tra le due guerre e in genere del Novecento.
Questo perché in Italia la guerra civile ha avuto strascichi più lunghi che in altri paesi, dove è stata superata. Quasi subito.
Negli Stati Uniti appena finita la guerra di secessione il generale Lee scrive una lettera indirizzata a tutte le madri del Sud: “rinunciate alle animosità e crescete americani i vostri figli”. Oggi in tutti gli Stati della vecchia Confederazione insieme alla bandiera a stelle e strisce è esposta nelle sedi di governo la bandiera dei confederati.
In Spagna finita la guerra civile del ‘36 il generale Franco ha voluto la Valle dei Caduti, dove sono sepolti fianco a fianco i combattenti nazionalisti e quelli repubblicani antifranchisti.
In Italia questo non è stato possibile perché è esistito, e per certi versi esiste ancora, un muro ideologico che impedisce una memoria storica comune.
Quel muro che per cinquant’anni ha tacitato la verità sulle foibe e sulle tragedie del nostro confine orientale.
Quel muro di chi vorrebbe parlare di morti di serie A e di morti di serie B. Quando sarebbe opportuno ricordarli tutti, perché così ci insegna la pietas cristiana.
Ricordare, nulla di più.
Carlo Mazzantini, fa una bellissima dedica nel suo “I balilla andarono a Salò”: “Ai partigiani caduti per la libertà. Ai soldati della RSI caduti per l’onore”. Nessuno scandalo.
Amo la storia, al punto che la portai come quinta materia orale all’esame di maturità (allora erano ancora quattro!).
So pertanto che la storia è revisione e che il revisionismo non è un crimine. “La storia o è continua revisione o non è storia”. Questo lo dicevano Erodoto e Tucidide.
Sono gli uomini e le passioni che fanno la storia e sono anche gli uomini e le idee che la scrivono e la commentano. Se dunque la maturità dei tempi ci consente di leggere con maggior distacco e obiettività le pagine del nostro recente passato non dobbiamo avere timore dei giudizi di quanti, al contrario, sono ancorati a schemi ideologici retaggio di un secolo che non c’è più.
Oggi sappiamo che il consenso al fascismo fu ampio, che l’Italia venne liberata dall’esercito americano e che la Resistenza, con tutti i suoi eroismi, fu un fenomeno minoritario.
La Repubblica italiana è nata dopo quelle esperienze. E noi oggi in quella Repubblica abbiamo deciso di fare politica.
Il fascismo non c’è più. L’antifascismo storicamente inteso nemmeno.
La gente, i giovani in particolare, si aspettano risposte ai problemi di ogni giorno: il lavoro, la casa, l’accesso al credito per chi vorrebbe farsi una famiglia.
Per non deludere queste aspettative occorre una classe politica con lo sguardo rivolto in avanti e non con la testa indietro.
Fascismo e antifascismo appartengono a un’altra epoca. Noi siamo tra quelli che vogliono guardare avanti.

Fabio Raimondo
Esecutivo Nazionale Azione Universitaria
Dirigente Provinciale di Alleanza Nazionale

AG PROPONE ALBONI PER LA PROVINCIA DI MONZA E BRIANZA


domenica 14 settembre 2008

Cambiare idea è lecito Ma la sua non è più Destra

lettera di Marcello Veneziani:

Ragazzi di destra non fischiate Fini. Non indignatevi e non scandalizzatevi a sentirlo definire la destra come antifascista, a bollare il fascismo come male assoluto, a tirare le orecchie ad Alemanno e La Russa, a elogiare i partigiani e condannare i combattenti (...) (...) della repubblica sociale. Non fischiatelo, ormai è un altro. Ha cambiato opinione, e che lo faccia per convenienza o per carriera personale, non muta la sostanza. È lecito cambiare idea, ha tutto il diritto di dire il contrario di quel che pensava fino alla tenera età di quarant’anni quando sognava il fascismo del Duemila. Anzi aggiungo a sua discolpa che se dubitate della sua buona fede di antifascista ora, potete dubitare pure della sua convinzione fascista di ieri: forse davvero non credeva in niente, ieri come oggi; era un fatto superficiale e perciò non gli è costato molto smentirsi in modo così radicale. Va tutto bene, per carità. Ora, tolto lo scudo protettivo dell’appartenenza, Fini sarà giudicato per quel che vale lui e per cosa fa in concreto e non più per quel che rappresenta e da cui proviene. Solo una cosa obbietto: Fini con la destra non c’entra più niente, con qualunque destra, a cominciare da Alleanza nazionale, abbia la lealtà di dirlo chiaro e forte. Perché una destra vera, libera, moderna e democratica, anche conservatrice, libertaria e tradizionalista, non si definisce antifascista e non giudica il fascismo come un male assoluto; ma reputa morto il fascismo insieme all’antifascismo, non proponibili ambedue sul piano politico, e reputa il fascismo un fenomeno davvero complesso da affrontare sul piano storico, irrimediabilmente legato alla sua epoca, tra nazionalismi, guerre e comunismi feroci; un regime autoritario e non totalitario, una dittatura col consenso popolare, non paragonabile al nazismo e al comunismo.

sabato 13 settembre 2008

AG MONZA E BRIANZA STA CON ALEMANNO E LA RUSSA

Considerando grave il tentativo di politicizzare eventi storici ormai metabolizzati dai cittadini italiani, Azione Giovani Monza e Brianza esprime la massima condivisione a quanto dichiarato dal ministro La Russa e dal sindaco Alemanno, e continuerà a lavorare per la pacificazione nazionale e la costruzione di una memoria condivisa.

giovedì 11 settembre 2008

Piena solidarietà al Ministro La Russa

Nei giorni scorsi la sezione brugherese dell’Anpi ha chiesto, attraverso un manifesto esposto fuori la “casa del popolo”, le dimissioni del Ministro della Difesa Ignazio la Russa. Con la seguente frase “Vergogna!Via i fascisti dal Governo dell’Italia”, si faceva riferimento al fatto che il Ministro di Alleanza Nazionale-Pdl avesse omaggiato nel giorno 8 settembre 2008 oltre che i partigiani della resistenza anche i caduti della Repubblica Sociale Italiana.

Andrea Carafassi, presidente di Azione Giovani, sezione giovanile brugherese di Alleanza Nazionale, “esprime piena solidarietà al Ministro della Difesa, nonché attuale reggente del partito. E’, infatti, ora che si mettano da parte l’odio ideologico e antichi rancori; occorre costruire una memoria nazionale condivisa per il nostro Paese. I ragazzi di Salo’ morirono per un ideale puro tanto quanto quello per il quale combatterono i partigiani. Non è giusto infangare in ogni occasione e ricorrenza la memoria di coloro che la storia ha delineato come sconfitti ed esaltare sempre e solo i vincitori, nonostante questi ultimi si siano macchiati di atroci crimini poco conosciuti come la strage di Porzus e della Missione Strasserra e gli eccidi perpetrati da partigiani nel Dopoguerra come quello di Oderzo,di Codevigo, di Mignagola, di Argelato, di Schio ed altre. Dunque, ci sono luci ed ombre da entrambe le parti. Il Ministro La Russa nell’omaggiare anche i caduti di Salo’ ha avviato un percorso volto a pacificare quelle diverse parti, a costituire una memoria storica condivisa che deve stare alla base di una Nazione moderna. In questa logica di pacificazione e “concordia ordinum” tra vincitori e vinti ,purtroppo, c’è ancora qualcuno che alimenta il fuoco dell’odio e della discordia. Anche in questa occasione si è rivelata essere l’Anpi”.

“Fatta luce sulle foibe è giusto riportare la verità storica anche sugli anni della guerra civile italiana e sul travaglio di tanti italiani che nel Nord scelsero la fedeltà alla bandiera, seppur al fianco di un alleato scellerato. Giuste le parole del ministro La Russa quindi – dichiara Rosario Mancino, presidente provinciale di Azione Giovani Monza e Brianza - è ora che qualcuno spieghi all’Anpi che la guerra è finita e che è l’ora della pacificazione nazionale”.