venerdì 27 marzo 2009

lunedì 23 marzo 2009

LETTERA ALLA DESTRA CHE NON HA PAURA

"Mentre mi accingevo a raggiungere Roma, per il terzo Congresso di Alleanza Nazionale, ripercorrevo le tappe di un percorso di quindici anni, che ha segnato in modo decisivo la vita politica italiana.
Un percorso politico che, nei cuori di tanti dirigenti e militanti di destra, è anche un cammino personale e di comunità, un album di famiglia che non sbiadisce e non scolora e che anzi vive nelle sue tinte più forti.

Il sogno di costruire "il Partito degli Italiani", una forza politica capace di superare le fratture storiche che hanno diviso il nostro popolo (da guelfi e ghibellini fino a fascisti e antifascisti), di contribuire alla costruzione di una memoria storica condivisa, di attualizzare valori millenari nella politica di tutti i giorni.

Questo sogno, che fu nei cuori di chi a guerra civile appena conclusa diede i natali al Msi, di quei ragazzi che negli anni '70 hanno pagato con la vita la loro militanza a destra, di quei milioni di elettori che hanno portato la destra al governo della nazione... Questo sogno si realizzerà tra pochi giorni con la nascita del Popolo della Libertà, il Partito degli Italiani.

C'è nei cuori che battono a destra l'inevitabile malinconia di ammainare una bandiera che ha segnato tanta parte della politica italiana dal '93 ad oggi, che ha contribuito in modo decisivo all'affermarsi di un sistema bipolare, che ha sancito la piena legittimazione di valori (uno su tutti, l'amore per la Patria e la bandiera) e frammenti di storia (uno su tutti, le foibe) per decenni colpevolmente misconosciuti dalla vulgata di sinistra e dalle timidezze democristiane.
Ma alla malinconia per la strada che si lascia si accompagna l'entusiasmo per il nuovo percorso che ci avviamo ad intraprendere.
Poco ci appassionano le discussioni politologiche e le etichette, pochissimo le inchieste su An che affollano in questi giorni le pagine dei giornalini, ancor meno le dispute su quote, posti e candidature.

Ai corvi che in questi giorni dicono che "la destra chiude" rispondiamo che, al contrario, la destra si apre a culture politiche per troppi decenni tenute distanti dalla logica dei blocchi e dalla pregiudiziale antifascista: la cultura della destra nazionale, del cattolicesimo popolare, del riformismo socialista e liberale si incontrano per costruire insieme un progetto per la nuova Italia.

Certo la politica è anche potere, sarebbe ingenuo o ipocrita negarlo; ma la Politica, quella con la P maiuscola, è prima e soprattutto idee, progetti, passione, esempio, sacrificio.
Questa Politica porteremo nel PdL, noi uomini e donne di An. E con noi troveremo sul nostro cammino nuovi compagni di strada con i quali costruiremo un partito vero, con una forte leadership e una classe dirigente solida, aperto e partecipativo. Non un partitone senza cuore, senza identità e genericamente moderato: non c'è nulla di moderato infatti in chi gli italiani hanno investito del compito storico di cambiare il destino della nazione."

Carlo Fidanza

sabato 21 marzo 2009

giovedì 19 marzo 2009

BENE IL TETTO PER GLI STRANIERI NELLE CLASSI ELEMENTARI!

«Stiamo pensando all'introduzione di un tetto intorno al 30%» della presenza di alunni stranieri a scuola ha rivelato oggi la Gelmini.

«Non credo - ha detto il ministro - che ciò sia possibile a partire dal prossimo anno ma dal successivo. Comunque sto chiedendo ai dirigenti uno sforzo per risolvere già dal prossimo anno i casi limite come quello della scuola «Pisacane di Roma».

« E' importante - ha detto il ministro - accompagnare i bambini stranieri nella conoscenza della lingua italiana. Perchè la conoscenza della lingua e della Carta Costituzionale sono due elementi necessari per l'integrazione».

martedì 17 marzo 2009

LA FIAMMA NON SI SPEGNE!

Alleanza nazionale non chiude. Anzi si rilancia con la creazione di una fondazione che porterà il suo nome. Anche se il futuro si chiama Pdl, il congresso nazionale del 21-22 marzo non sancirà la chiusura definitiva del partito. Simbolo, patrimonio storico e immobiliare verranno infatti preservati. Il marchio del partito verrà trasferito alla Fondazione Alleanza nazionale.

Si tratta di un ente in via di costituzione che gestirà i beni mobili e immobili di proprietà del partito: 100 appartamenti, le sedi delle federazioni di An, tenute e terreni ricevuti in eredità.

L´ultima rassicurazione al riguardo è arrivata anche da Donato Lamorte del comitato di reggenza della storica sede di via della Scrofa.

"Il simbolo di An resterà - ha confermato il parlamentare - e sarà il simbolo della costituenda Fondazione Alleanza Nazionale che gestirà appunto il patrimonio del partito". Per tutelare ulteriormente (e giuridicamente) il marchio del partito, la fiamma verrà presentate alle prossime elezioni, comprese quelle per il Parlamento europeo.