martedì 14 luglio 2009

AFGHANISTAN: LA RUSSA, IL NOSTRO PEGGIOR TIMORE SI E' VERIFICATO


"Massimo cordoglio e vicinanza" da parte del ministro della Difesa Ignazio La Russa ai familiari del militare morto in Afghanistan in conseguenza di un attentato.

"Questo era il peggior timore che avevamo, ovvero che potesse aumentare a dismisura la potenza degli ordigni esplosivi in modo da provocare danni anche ai soldati all'interno dei 'Lince' che si e' rivelato finora un mezzo efficace", dice.

A giudizio di La Russa, oggi in visita ad Algeri, "quanto e' accaduto impone un ulteriore attivita' di riflessione sui mezzi e sulle attrezzature e conferma la pericolosita' di questa fase".

sabato 11 luglio 2009

GIORGIA MELONI: "DI PIETRO SI DOVREBBE VERGOGNARE"

Antonio Di Pietro torna all'attacco del Belpaese, a detta sua ormai in balia della dittatura di Silvio Berlusconi. E questa volta lo fa dalle pagine dell'italianissimo 'Corriere della Sera'. Dopo la sua iniziativa di comprare una pagina sull'International Herald Tribune e Gardian, la polemica dipietrista sbarca in patria. In una lettera inviata al quotidiano di via Solferino, il leader dell'Idv si scaglia nuovamente contro il nostro Paese e soprattutto contro il premier.

Queste le considerazioni su quanto accaduto del Ministro della Gioventu', Giorgia Meloni: "Trovo scandaloso che chi ha la presunzione di rappresentare il popolo italiano non provi vergogna a chiedere alla stampa internazionale aiuto rispetto allo stato della propria democrazia». Lo ha detto il ministro per le Politiche giovanili, Giorgia Meloni. "Indipendentemente dalla condivisione che si può avere della politica del governo Berlusconi - ha aggiunto il ministro - vorrei ricordare a questo campione di democrazia che è Antonio Di Pietro, che Silvio Berlusconi è stato eletto dal popolo italiano che è un popolo sovrano.

A noi non servono francesi, tedeschi, inglesi o altri che vengano ad aiutarci a difendere la nostra democrazia perchè siamo già una democrazia. E credo - ha concluso - che chi ha rispetto per la sovranità del popolo italiano non dovrebbe avere neanche la presunzione di rappresentare il popolo".

IL G8 A L'AQUILA: UN GRANDE SUCCESSO PER L'ITALIA

Il Summit dei grandi della terra che si conclude all’Aquila, promuove il modello della governance del mondo con l’estensione della formula da G8 a G14, offre motivi di speranza ai paesi dell’Africa con l’attuazione di politiche di sviluppo concrete (infrastrutture, nuovi codici giuridici) e realizza un accordo sul cambiamento climatico nel quale i Grandi si impegnano a far sì che l’aumento della temperatura media globale rispetto ai livelli pre-industriali, non superi i 2 gradi. Inoltre affronta la crisi economica internazionale con una dichiarazione finale che impegna il G8 a mettere a punto un nuovo sistema di regole e di codici che possano evitare il ripetersi della crisi finanziaria di settembre; in tema di politica internazionale, invia un messaggio all’Iran che per il momento impedisce le sanzioni ma che apre una finestra di tempo in cui arrivare ad una soluzione diplomatica contro la proliferazione degli ordigni nucleari.

Sono questi i punti salienti di questa tre giorni che Silvio Berlusconi ha definito di “grande successo” nella conferenza finale di chiusura della presidenza italiana nella quale il premier ha dichiarato di aver ricevuto complimenti da tutti, “ alcuni addirittura imbarazzanti”, per l’organizzazione del G8 all’Aquila, attribuendo alla sua "lucida follia" i risultati d’immagine ottenuti dopo che ad aprile egli stesso decise lo spostamento della sede da La Maddalena all’Aquila.

“Abbiamo raggiunto tutti risultati positivi. Quello più importante è il messaggio di fiducia e speranza ai cittadini. La crisi ha avuto origine finanziarie e poi si è estesa ma ora si può dire che per la parte economica si è ormai sfogata”. Lo afferma il presidente Berlusconi, nel corso della conferenza stampa al termine dei lavori del G8. Per il premier “tutti i format sono validi e resteranno in piedi”, a partire da quello del G8, costituito da paesi che “fondano la loro politica su valori condivisi come la libertà e la democrazia e quindi credo che il discorso tra i leader del G8 deve essere portato avanti”. “Non ci sono elementi sufficienti per pensare che la crisi continui così o si aggravi nella sua profondità”, prosegue Berlusconi. Tutti i governi presenti al summit del G8 a L’Aquila si sono “impegnati assieme a diffondere fiducia” per uscire dalla crisi internazionale perchè “solo la paura la può aggravare nella sua profondità e in estensione temporale”.

Nel corso del G8 “si è manifestato disappunto sul fatto che siano riprese le speculazioni internazionali”. In particolare sui prezzi del petrolio, ma anche del ferro, della soia, del grano e del riso e il vertice ha dato “mandato” agli organismi internazionali preposti che decidano come “intervenire soprattutto sugli edge fund. Per uscire dalla crisi occorre che ci sia libertà nei commerci e che i paesi poveri possano vendere i loro prodotti a chi vuole comprarli. Per questo vogliamo concludere sul Doha Round, un accordo colpevolmente fermo, il prima possibile, e abbiamo convocato una riunione dei ministri degli esteri nei primi giorni di settembre per decisioni a riguardo che possano essere portate al G20 di Pittsburgh”.

“Il nuovo codice di regole economiche - ha osservato Berlusconi - si baserà su tre principi e cioè la sacralità del diritto di proprietà, il valore dell’etica di mercato e la necessità di trasparenza. Da parte di tutti c’è stata unanimità nell’appoggiare questi principi e abbiamo così dato il via per approntare queste regole. Avevano raggiunto attraverso una iniziativa chiamata ‘Aquila food security’ la cifra di 15 miliardi di dollari in aiuti ma dopo le sessioni di lavoro a cui hanno partecipato anche i Paesi africani abbiamo avuto la soddisfazione di potere passare da 15 miliardi a 20 miliardi di dollari in tre anni”.

Berlusconi ha criticato i ritardi e le mancanze delle Nazioni Unite. Il presidente del Consiglio in veste di padrone di casa del G8, ricorda una frase detta da Gordon Brown nel corso dei lavori su un ragazzo africano di 12 anni morto per fame. Berlusconi, riferendo il racconto del primo ministro inglese, ha detto che il ragazzo è morto fra le braccia della madre dicendo di “non preoccuparsi perchè sarebbero arrivate le Nazioni Unite”. Ma, ha aggiunto il premier, “le Nazioni Unite non sono mai arrivate”. Per quanto riguarda la riforma dell’Onu che “tutti ritengono necessaria” c’è un appuntamento “già fissato per il mese di settembre a New York. Il rinnovamento - ha spiegato Berlusconi - è qualcosa che tutti chiedono perchè quella del palazzo di vetro è un’istituzione che è nata nel secolo scorso e nel Consiglio di sicurezza siedono i vincitori di una guerra ormai lontana. Di questa riforma si parla da tempo: tutti sentono che le Nazioni Unite vanno ammodernate e adattate ai tempi attuali”.

Berlusconi fa poi i complimenti ad Obama: “Ho sempre collaborato con tutte le amministrazioni americane, con quella di Clinton, con quella di Bush, al quale ancora mi sento legato da un’amicizia personale, ma devo riconoscere che la nuova amministrazione americana non ha sbagliato un passaggio in politica internazionale e quindi complimenti ancora ad Obama. Sull’Iran è il presidente Obama che ha saputo indirizzare la soluzione verso il dialogo. Questo è assolutamente apprezzabile”. A chi gli chiede se sia possibile riallacciare un dialogo con l’opposizione il premier risponde: “Se cambia l’opposizione si”. E sui mezzi d’informazione il presidente del consiglio afferma: “La situazione è tornata alla normalità. Io non ho mai attaccato la stampa ma qualche volta sono loro che hanno attaccato me e io ho solo risposto a quello che hanno detto”.

Alla domanda di un cronista se ‘il G8 servirà anche a rilanciare la politica estera del governo italiano?’ Berlusconi risponde: “Non c’è bisogno di rilanciare alcunché” ed elenca poi tutta una serie di risultati che hanno contrassegnato la politica estera del governo negli ultimi mesi, a partire dal “facilitato riavvicinamento tra l’amministrazione americana e la federazione russa”. Epoi, dopo aver toccato diversi punti, afferma: “Se questo vi sembra di un governo che ha bisogno di un rilancio, vi consiglio di leggere meno giornali”.

“Ciò che il nostro governo ha fatto in questo ultimo anno che abbiamo alle spalle lo ha reso protagonista, tra tutti gli altri governi, della
politica internazionale. Abbiamo evitato un divorzio difficilmente recuperabile nella crisi in Georgia tra Stati Uniti e Russia - ha elencato il premier -, abbiamo il merito di aver visto per primi la necessità di un intervento dei governi nel salvamento delle banche, abbiamo fatto uno storico accordo con la Libia che ha avuto rilevanza in tutto il mondo musulmano e arabo, abbiamo, per quanto riguarda l’Europa, evitato un momento di stasi contravvenendo l’urgenza che alcuni ravvisavano circa l’adozione immediata di misure valide solo per il vecchio continente, misure che avrebbero gravato di un punto o due sul Pil e sulle nostre imprese in un momento di crisi; abbiamo risolto noi il problema del nuovo segretario della Nato, l’istituzione internazionale che ha meglio funzionato negli ultimi 50 anni”.

Ma sopratutto “abbiamo avviato o facilitato il riavvicinamento tra l’amministrazione americana e la federazione russa, e questo non è poco se si pensa che si è rimesso in moto il Consiglio Nato-Ue e che Obama e Medvedev hanno firmato lo storico accordo per il disarmo.
Se questo vi sembra un governo che ha bisogno di rilancio...”

venerdì 10 luglio 2009

ALBONI: "UN CENSIMENTO PER LE BADANTI"

Un censimento per le badanti: è l’impegno da prendere è per regolarizzare le posizioni di chi assiste persone che hanno veramente bisogno.
E’ una proposta del vicecapogruppo del Pdl in Consiglio regionale, Roberto Alboni, secondo cui «Siamo di fronte ad un problema delicato. Quello delle badanti è ormai un problema sociale e non possiamo più tirarci indietro per trovare una soluzione».

Ecco allora la “ricetta”: Non dobbiamo mischiare clandestinità, il rischio del razzismo e la presenza irregolare nel nostro Paese, dobbiamo fare un censimento delle badanti per tutelare chi in Italia lavora a sostegno degli anziani.
Il dato di fatto è che migliaia di persone anziane o disabili hanno bisogno di un certo tipo di assistenza più o meno qualificata, e come sottolinea il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, a queste persone non possiamo togliere il loro abituale sostegno da un giorno all’altro.
Come sottolinea Alboni oggi siamo davanti a due problemi: l’irregolarità e il lavoro nero. Pur essendo contrari a qualsiasi tipo di sanatoria, restiamo convinti che queste situazioni vadano assolutamente regolarizzate come si conviene ad un Paese civile. Gli aspetti sociali, specie di fronte ad anziani e disabili meritano ogni tipo di attenzione, mentre il pugno duro è giusto che venga usato contro ladri, rapinatori e spacciatori

mercoledì 1 luglio 2009

CONFERENZA A VAREDO "LA MILITANZA DI PARTITO IERI E OGGI: DAL MSI AL PDL"


MERCOLEDì 8 LUGLIO 2009
presso l'AULA BIRAGHI (c/o EX MUNICIPIO)
a VAREDO
relatori:
  • on. Casimiro BONFIGLIO, deputato MSI - DN (VII legislatura) e attuale Segretario UGL Lavoratori settore Alimentazione
  • Giampiero GIARDINETTI, Responsabile Sanità Federazione Prov. AN - PDL di Milano
  • Rosario MANCINO, Presidente Prov. GIOVANI PDL - Monza e Brianza e Consigliere Provinciale PDL

venerdì 26 giugno 2009

IL GOVERNO APPROVA IL DDL DI RICONOSCIMENTO DELLE COMUNITA' GIOVANILI

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge presentato dal ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, per il riconoscimento e il sostegno delle comunità giovanili.

“Le Comunità giovanili – ha spiegato il ministro in conferenza stampa – sono degli spazi di aggregazione dedicati ai giovani e organizzati da giovani che non abbiano superato i 35 anni. Luoghi reali nei quali sia possibile navigare in internet, leggere giornali, fare musica, teatro, cinema, sport, pittura, fotografia, poesia, ma anche riscoprire i saperi tradizionali. Spazi nei quali organizzare convegni, corsi, laboratori e dove maturare relazioni, attitudini personali e vocazioni”.

“Le Comunità – ha proseguito Meloni - vengono promosse con pochi vincoli statutari: assenza di fini di lucro, democraticità dell’accesso alle cariche, elettività delle cariche tra i soci in regola con l’iscrizione, trasparenza di bilancio, assenza di qualunque tipo di discriminazione, indicazione delle finalità della comunità. Tali vincoli sono essenziali per iscriversi al registro nazionale istituito presso il dipartimento della Gioventù e conseguentemente per usufruire dei contributi del fondo comunità giovanili, la cui dotazione è di 5 milioni di euro l’anno”.

“Il Ddl – ha aggiunto il ministro - prevede anche la nascita dell’Osservatorio nazionale sulle Comunità giovanili, istituito presso la presidenza del Consiglio, che ha il compito di promuovere e valorizzare il ruolo di sviluppo e integrazione sociale svolto dalle comunità. L’obiettivo - ha concluso Giorgia Meloni – è offrire alle giovani generazioni degli spazi che rappresentino un’alternativa alla noia e al disimpegno, che spesso sono alla base di fenomeni di disagio, soprattutto nelle periferie delle grandi città metropolitane e in alcune realtà del meridione”.